“Il mondo di Esther”. Appunti di un viaggio oltre la malattia

“Il mondo di Esther”. Appunti di un viaggio oltre la malattia
0 20 Maggio 2019

L’inaugurazione della mostra delle opere di Esther Cristoforo per ricordarne il grande talento di artista si terrà il 21 maggio alle ore 11 presso la hall del policlinico Gemelli.

Il mondo di Esther, appunti di un viaggio oltre la malattia

Domani, martedì 21 maggio, al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS si inaugura la mostra dedicata alla memoria della giovane fumettista e illustratrice Esther Cristofori, a lungo paziente dell’UO di Oncologia Pediatrica del Gemelli.

 

Roma, 20 maggio 2019 – Le arti espressive e creative come terapia di supporto per i pazienti oncologici, ne è testimonianza la mostra dedicata alla giovane fumettista e illustratrice Esther Cristofori, a lungo paziente dell’UO di Oncologia Pediatrica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, che sarà inaugurata domani, martedì 21 maggio, alle ore 11.00, presso la Hall del Policlinico Gemelli. Le opere rimarranno esposte fino a sabato 25 maggio.

All’inaugurazione interverranno Antonio Ruggiero, Direttore UO Oncologia Pediatrica Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Antonella Guido, psicologa-psicoterapeuta Servizio Psicologia Ospedaliera – UO Oncologia Pediatrica Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, e il vignettista e illustratore Bruno Cannucciari, conosciuto per avere dato vita, sulle pagine del mensile Lupo Alberto, a Winny, un ragazzo dalla fantasia scatenata, dedicandosi poi prevalentemente alla realizzazione di Lupo Alberto, il personaggio creato da Silver, per il quale scrive e disegna storie e illustra copertine e merchandising d’ogni tipo.

“L’UO di Oncologia Pediatrica – spiega il professor Antonio Ruggiero – sin dalla sua nascita ha considerato le arti espressive, in particolare il disegno spontaneo, una risorsa fondamentale nella relazione di accompagnamento del paziente durante il percorso di cura”. La raccolta cronologica dei disegni nelle varie fasi della malattia, vero e proprio “diario di bordo”, ha rappresentato nel tempo per l’operatore psicologico un prezioso patrimonio di conoscenza e una opportunità relazionale insostituibile. “Le arti espressive – spiega la dottoressa Antonella Guido –  possono sostenere il processo di guarigione, aiutando il bambino a trovare un equilibrio e un adattamento dinanzi alla malattia e all’impatto traumatico che ne consegue. La valorizzazione di queste capacità attiva risorse auto-terapeutiche rendendo condivisibili i contenuti emotivi più nascosti”.

L’arte con il suo potenziale creativo permette, dunque, di ridurre i livelli di stress e il disagio a cui il bambino viene sottoposto durante il suo percorso di cura. La mostra dal titolo “Il mondo di Esther, appunti di un viaggio oltre la malattia”, vuole essere la testimonianza, non solo della straordinaria capacità artistica di questa ragazza, ma soprattutto di quanto la determinazione nel coltivarla le abbia consentito di realizzare i suoi sogni al di là dei limiti imposti dalla sua patologia.

Sin dalle prime fasi della malattia i personaggi creati dalla fantasia di Esther su semplici fogli di carta sono diventati via via inseparabili “compagni di viaggio” capaci di scandire momenti di sofferenza o di sollievo, sempre comunque con l’effetto di portare una nota di leggerezza nella monotonia e nelle difficoltà dei lunghi periodi di ricovero in Oncologia Pediatrica.

Negli anni successivi, nonostante l’evolversi sfavorevole della malattia, la sensibilità artistica e la maturità intellettuale di Esther si sono acuite al punto da spingerla a seguire la sua passione, a perseguire i suoi obiettivi. E proprio in quella difficile fase si sono aperte per lei con successo le porte del mondo affascinante del fumetto sancito dall’incontro con Bruno Cannucciari. Questo incontro e quel mondo ha saputo accogliere Esther, comprenderla e valorizzarla, aiutandola a esorcizzare attraverso l’arte una realtà altrimenti insostenibile.

Le opere esposte nella mostra sono solo una piccola parte della ricca produzione di Esther Cristofori ma ci trasmettono immagini di armonia, stile e ironia tali da travalicare, nel tempo, la dimensione stessa della malattia e della sofferenza.

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